6 Percorso dei Grigioni
6 Percorso dei Grigioni

La Svizzera in bici

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Percorso dei Grigioni

Tappa 1, Chur–Thusis

Servizio sul sentiero
52 foto

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Percorso dei Grigioni

Una volta fuggiti dal fascino del capoluogo retico, s’imbocca il «Polenweg» per godersi il panorama mozzafiato sul Reno Posteriore ed entrare nel giardino fiorito dei Grigioni: la Domigliasca, protetta da imponenti fortezze e dal Piz Beverin.
Grazie alla sua posizione protetta e al leggendario favonio alpino, Coira vanta una delle più elevate temperature medie fra tutte le città svizzere. Il divario tra la città nuova di Coira, con i suoi grattacieli e vecchi complessi industriali, e il centro storico con i suoi oltre 5000 anni di storia non potrebbe essere più ampio. Oltre al centro storico, vale la pena visitare anche i musei: il Museo della natura dei Grigioni, il Museo retico, il Museo della viticoltura (Torculum) e il Museo d'arte dei Grigioni con quadri del pittore alpino Giovanni Segantini e dell'espressionista Ernst Ludwig Kirchner.

Una volta lasciata la città, c'è un bellissimo percorso ciclabile attraverso la «Tuma Lunga». I colli (o «tumas» in sursilvano) sono dei rimarchevoli terrapieni nella zona di Domat/Ems. Questi colli, alti dai 12 ai 70 metri, furono probabilmente originati dall’energia di caduta della frana di Flims circa 9500 anni fa. Tra Domat/Ems e Rothenbrunnen, il percorso segue il cosiddetto «Polenweg» (percorso polacco), che fu costruito dagli internati polacchi giunti in Svizzera nel 1940. Durante la Seconda Guerra Mondiale, essi vissero in baraccamenti fino al dicembre del 1945. La vista dal «Polenweg» sul Reno posteriore può essere mozzafiato. Lo stesso vale per i castelli della Domigliasca: il versante orientale della valle si è trasformato in una delle regioni con il maggior numero di castelli della Svizzera, grazie alla sua importante posizione politica per quanto riguarda i collegamenti ai passi alpini del Giulia, del San Bernardino e dello Spluga. Chi beve dalla fontana del villaggio di Rothenbrunnen, percepisce immediatamente il gusto intenso dello iodio. Non a caso qui nel 1935 fu inaugurato il collegio infantile Giuvaulta (il nome reto-romancio di Rothenbrunnen) per bambini con problemi respiratori e tubercolosi. Sotto Paspels, nei pressi del campo con la canapa alimentare, si è accompagnati dal volo delle farfalle: delle magnifiche creature così difficili da fotografare in volo...

A Rodels anche il «campeggio selvaggio» presenta delle difficoltà. I cartelli con la scritta «Campeggio vietato» non fanno altro che indicare che ci si trova in una splendida regione. Il clima del Reno posteriore è mite e fertile. I campi producono asparagi, barbabietole e mais. Nei pressi dell'accogliente piscina del bosco di Thusis, le due piste ciclabili del percorso dei Grigioni n. 6 si separano: una si dirige verso la gola della Viamala e lo Spluga, l'altra verso il passo dell'Albula e Bergün.
Una volta fuggiti dal fascino del capoluogo retico, s’imbocca il «Polenweg» per godersi il panorama mozzafiato sul Reno Posteriore ed entrare nel giardino fiorito dei Grigioni: la Domigliasca, protetta da imponenti fortezze e dal Piz Beverin.
Grazie alla sua posizione protetta e al leggendario favonio alpino, Coira vanta una delle più elevate temperature medie fra tutte le città svizzere. Il divario tra la città nuova di Coira, con i suoi grattacieli e vecchi complessi industriali, e il centro storico con i suoi oltre 5000 anni di storia non potrebbe essere più ampio. Oltre al centro storico, vale la pena visitare anche i musei: il Museo della natura dei Grigioni, il Museo retico, il Museo della viticoltura (Torculum) e il Museo d'arte dei Grigioni con quadri del pittore alpino Giovanni Segantini e dell'espressionista Ernst Ludwig Kirchner.

Una volta lasciata la città, c'è un bellissimo percorso ciclabile attraverso la «Tuma Lunga». I colli (o «tumas» in sursilvano) sono dei rimarchevoli terrapieni nella zona di Domat/Ems. Questi colli, alti dai 12 ai 70 metri, furono probabilmente originati dall’energia di caduta della frana di Flims circa 9500 anni fa. Tra Domat/Ems e Rothenbrunnen, il percorso segue il cosiddetto «Polenweg» (percorso polacco), che fu costruito dagli internati polacchi giunti in Svizzera nel 1940. Durante la Seconda Guerra Mondiale, essi vissero in baraccamenti fino al dicembre del 1945. La vista dal «Polenweg» sul Reno posteriore può essere mozzafiato. Lo stesso vale per i castelli della Domigliasca: il versante orientale della valle si è trasformato in una delle regioni con il maggior numero di castelli della Svizzera, grazie alla sua importante posizione politica per quanto riguarda i collegamenti ai passi alpini del Giulia, del San Bernardino e dello Spluga. Chi beve dalla fontana del villaggio di Rothenbrunnen, percepisce immediatamente il gusto intenso dello iodio. Non a caso qui nel 1935 fu inaugurato il collegio infantile Giuvaulta (il nome reto-romancio di Rothenbrunnen) per bambini con problemi respiratori e tubercolosi. Sotto Paspels, nei pressi del campo con la canapa alimentare, si è accompagnati dal volo delle farfalle: delle magnifiche creature così difficili da fotografare in volo...

A Rodels anche il «campeggio selvaggio» presenta delle difficoltà. I cartelli con la scritta «Campeggio vietato» non fanno altro che indicare che ci si trova in una splendida regione. Il clima del Reno posteriore è mite e fertile. I campi producono asparagi, barbabietole e mais. Nei pressi dell'accogliente piscina del bosco di Thusis, le due piste ciclabili del percorso dei Grigioni n. 6 si separano: una si dirige verso la gola della Viamala e lo Spluga, l'altra verso il passo dell'Albula e Bergün.
26 km
Asfalto: 17 km
Pavimentazione naturale: 9 km
360 m | 260 m
facile

Di più …

Avvertimento
Attenzione: Domat/Ems–Rothenbrunnen: possibile sbarramento della strada a causa del pericolo di frane, fare attenzione alla deviazione segnalata

Andata | ritorno

Servizi

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