Cycling in Switzerland

Photo gallery

partenza da San Gallo
la salita di Hagenswil
nella campagna della Turgovia
a Baden
sul ponte di Olten
a Solothurn
a Solothurn
pedalando verso Neuchatel
tra i menhir di Yverdon Le Bains
sul lungolago di Losanna
arrivo a Ginevra

The travel report lies on:

Mittelland Route route-05
Mittelland Route
Romanshorn–Lausanne
To route
Da San Gallo a Ginevra

Da San Gallo a Ginevra

Abbiamo percorso circa 500 chilometri in dieci giorni più due di riposo; le tappe non sono state mai lunghe ma sempre con qualche dislivello, più o meno pronunciato. Si può percorrere lo stesso itinerario agevolmente in un paio di giorni in meno: ma perché rinunciare ad un pomeriggio alle terme o in pasticceria, a visitare l’abbazia di San Gallo o la cattedrale di Losanna, a girovagare per le strade di Solothurn?
Agosto 2007

Per questo nostro viaggio in bici attraverso la Svizzera, abbiamo scelto l’itinerario nazionale numero 5, la Route Mittelland. L’itinerario collega Romanshorn, sul lago di Costanza, a Losanna, sul lago di Ginevra. Abbiamo fatto due piccole varianti: poiché conosciamo già il lago di Costanza in bici, siamo partiti da San Gallo; abbiamo prolungato, poi, il nostro itinerario fino a Ginevra per prendere l’aereo per Roma.

Abbiamo fatto il viaggio in tre: con me, Giuliana, mia moglie, e Giacomo il nostro terzo figlio, l’unico che ancora fa le vacanze con i genitori poiché ha soltanto quattordici anni, ancora da compiere.
San Gallo

San Gallo ci accoglie con un tempo freddo e piovoso: abituati al caldo estivo dell’Italia ci sentiamo subito paralizzati. Una cioccolata calda ci rimette in sesto.

Visitiamo l’abbazia e la famosissima biblioteca, patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Pernotto in ostello, confortevole.
San Gallo–Wil

Percorriamo la ciclabile regionale 55 fino ad Hagenswil, dove imbocchiamo la nazionale numero 5. Le dolci colline della Turgovia sono punteggiate di alberi da frutta: ci fermiamo davanti ad un banchetto che vende mele, prugne, frutti di bosco; non c’è nessuno: lascio pochi franchi nella cassetta e prendo una vaschetta di pere. Ci sono anche i palloncini in omaggio. Mi viene da ridere a pensare che fine farebbero in Italia i soldi nella cassetta, le vaschette di frutta e i palloncini.

Le bici filano tra il verde brillante dei prati e il verde cupo dei boschi di conifere, una doppia curva in discesa farebbe la felicità di qualsiasi ciclista.

Wil ha un aspetto moderno ma racchiude al suo interno un piccolo “cuore” antico, la città vecchia. Il pernotto è in B&B a Munchwilen, a pochissimi chilometri: una casa di inizio ‘900 con il suo fascino ma non del tutto confortevole.
Wil–Winterthur

La prima colazione si presenta con un ricco assortimento di formaggi svizzeri che apprezzo moltissimo.

Lungo il corso della Töss il percorso è scorrevole e gradevole: prati, boschi, casette graziose, quando passa il treno sembra di stare dentro un plastico di modellismo ferroviario.

Winterthur ha un centro storico grande, riservato a pedoni e bici: si ammirano tanti bei scorci particolari e molti bei negozi. La ciclabilità in genere è davvero ottima e tutti usano la bici. Il pernotto in un B&B da dimenticare, pochi chilometri fuori del centro.
Winterthur–Baden

Il sole e questa dolce campagna rendono la giornata idilliaca. È domenica: il nostro percorso si popola di una folla eterogenea di gitanti di ogni età: approfittano del giorno di festa per lasciare la città in bici e godersi qualche ora in campagna o in riva al fiume.

Baden è famosa per le sue terme: il bagno in queste acque minerali caldissime è una sensazione di riposo e di oblio dal mondo. Dopo la pedalata di oggi è quello che ci voleva. L’alloggio è in ostello, pulito e ben organizzato.
Baden–Stüsslingen

Brugg ha un bel parco, molto grande, con vestigia romane. Qui una chiesa conserva le più belle vetrate dipinte della Svizzera: oggi però è lunedì, giorno di chiusura.

Da qui il percorso risale il corso dell’Aare.

La via centrale di Aarau è molto suggestiva, caratterizzata dai tetti sporgenti, decorati con i simboli delle arti e mestieri delle corporazioni medievali.

Abbiamo prenotato il pernotto presso la fattoria Gugenhof: il B&B è tutto occupato e ci hanno proposto il “Gartenhaus”, piccola dependance in giardino, non esattamente pulita; il bagno è in un container, fuori, sul prato. Il posto, forse, è anche bello ma preferiamo dimenticarlo il prima possibile.
Stüsslingen–Solothurn

Dopo la deviazione, riprendiamo il nostro percorso ad Olten: altro bel ponte in legno. Seguiamo sempre il corso dell’Aare verso monte, con diversi strappi in salita.

Solothurn ci appare davvero come la città fiabesca dai tetti dorati, come la definì Carl Spitteler. Mille finestre si affacciano sulle viuzze del centro; la cattedrale di Sant’Orso splende coi suoi marmi bianchi al sole del pomeriggio: il suo stile neoclassico smussa le linee verticali delle torri che svettano sui tetti spioventi e sugli abbaini. La via centrale è come un grande salotto: le persone si incontrano, si salutano, restano a chiacchierare ai tavolini di un caffé. Nelle vie laterali, nelle piazzette nascoste, si sente l’allegro brusio della gente e il gorgogliare della immancabile fontana.

Pernotto in hotel per ciclisti, discreto, anche se col bagno sul corridoio: spendiamo appena l’equivalente di 2 euro in più della fattoria: non c’è paragone.
Solothurn–Biel/Bienne

Ferragosto di sole. Il percorso si snoda, adesso, lungo strade che tagliano diritto per una campagna verde, punteggiata dalle macchie gialle dei girasoli, tra il corso dell’Aare e il profilo montuoso del Giura: finalmente ci godiamo la prima tappa davvero pianeggiante.

Ci fermiamo a Biel (Bienne per i francesi) dove troviamo alloggio al Lago Lodge, specie di ostello ma col bagno in camera. La tappa è stata breve, troviamo il tempo per andare alla spiaggia e fare il bagno al lago. Andiamo in centro in bici: la Altstadt, la città antica, è un pezzetto di paese medievale all’interno della città moderna.
Biel–Gampelen

Lasciamo le valli degli affluenti del Reno, che abbiamo seguito fino ad adesso ed entriamo nella regione dei laghi. La giornata uggiosa ci suggerisce di fermarci a Gampelen, dove troviamo un buon alberghetto, e fare una deviazione, in treno, per visitare Berna. Il centro è tutto raccolto nell’ansa dell’Aare, sotto i portici tanti bei negozi, sotto la torre dell’orologio un capannello di turisti per vedere il carillon che gira al tocco delle ore.

Torniamo contenti mentre il cielo va sgombrandosi dalle nubi e si colora alle ultime luci del giorno.
Gampelen–Yvonand

Deviamo dalla ciclabile numero 5 per visitare Neuchatel, affacciata sull’omonimo lago, città dai sapori un po’ mediterranei. Ci imbarchiamo, poi, per raggiungere l’altra riva del lago e riprendere il nostro percorso.

La tappa termina a Yvonand, dove troviamo alloggio nel confortevole B&B della famiglia Rebeaud, molto cordiale e ospitale. Cena al ristorantino del porto, bella luce pomeridiana, bella vista sul lago.
Yvonand–Yverdon Les Bains

La signora Rebeaud ci serve un’ottima colazione: c’è anche il croissant, qui sono francesi.

Dieci chilometri filati a 20 di media fino a Yverdon Les Bains: qui decidiamo di fermarci per fare una giornata di riposo alle terme. Una curiosità da vedere è il parco dei mehnir, questi misteriosi e inquietanti monoliti, posti qui dai tempi preistorici..
Yverdon Les Bains–Losanna

Una prima, dolce salita fino a La Sarraz, risaliamo ancora fino a Lussery; l’ultima, la più dura, porta a Gollion: qui il cartello rosso ci dice di svoltare a sinistra, in discesa! Assaporiamo la dolce sensazione di scollinare, dei muscoli e dei pensieri che si distendono. Dietro la curva si spalanca il panorama delle Alpi. Ora planiamo verso Losanna.

L’ostello è vicino al lungolago: una distesa di parchi pubblici, impianti sportivi, prati, alberi di alto fusto: facciamo una passeggiata che è un vero lusso.

L’indomani ci concediamo una giornata di riposo: nel senso che non pedaliamo, perché ci arrampichiamo, a piedi, fino alla cattedrale, bellissima, nel cuore della città vecchia.
Losanna–Ginevra

La tappa è lunga 68 chilometri con molti saliscendi, per di più piove da un cielo compatto di nuvole grigie. Per risparmiare almeno una ventina di chilometri bagnati, prendiamo il battello fino a Rolle. Qui imbocchiamo la ciclabile nazionale numero 1 (Rodano); il percorso si mantiene sempre lontano dalle rive del lago, con frequenti saliscendi. Nei paesi che si attraversano ci sono cantine e mescite di vino. Quando lo sguardo si affaccia sul lago, si intravede, là in fondo, il Jet d’Eau, l’altissimo “zampillo”, simbolo di Ginevra da oltre un secolo.

Alloggiamo nell’ostello, davvero buono.

L’ultima sensazione che ci lascia il nostro viaggio è la facilità di trasporto durante il viaggio di ritorno: l’intermodalità bici – treno – aereo funziona perfettamente, finché siamo in Svizzerax..

Abbiamo percorso circa 500 chilometri in dieci giorni più due di riposo; le tappe non sono state mai lunghe ma sempre con qualche dislivello, più o meno pronunciato. Si può percorrere lo stesso itinerario agevolmente in un paio di giorni in meno: ma perché rinunciare ad un pomeriggio alle terme o in pasticceria, a visitare l’abbazia di San Gallo o la cattedrale di Losanna, a girovagare per le strade di Solothurn?
Abbiamo percorso circa 500 chilometri in dieci giorni più due di riposo; le tappe non sono state mai lunghe ma sempre con qualche dislivello, più o meno pronunciato. Si può percorrere lo stesso itinerario agevolmente in un paio di giorni in meno: ma perché rinunciare ad un pomeriggio alle terme o in pasticceria, a visitare l’abbazia di San Gallo o la cattedrale di Losanna, a girovagare per le strade di Solothurn?
Agosto 2007

Per questo nostro viaggio in bici attraverso la Svizzera, abbiamo scelto l’itinerario nazionale numero 5, la Route Mittelland. L’itinerario collega Romanshorn, sul lago di Costanza, a Losanna, sul lago di Ginevra. Abbiamo fatto due piccole varianti: poiché conosciamo già il lago di Costanza in bici, siamo partiti da San Gallo; abbiamo prolungato, poi, il nostro itinerario fino a Ginevra per prendere l’aereo per Roma.

Abbiamo fatto il viaggio in tre: con me, Giuliana, mia moglie, e Giacomo il nostro terzo figlio, l’unico che ancora fa le vacanze con i genitori poiché ha soltanto quattordici anni, ancora da compiere.
San Gallo

San Gallo ci accoglie con un tempo freddo e piovoso: abituati al caldo estivo dell’Italia ci sentiamo subito paralizzati. Una cioccolata calda ci rimette in sesto.

Visitiamo l’abbazia e la famosissima biblioteca, patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Pernotto in ostello, confortevole.
San Gallo–Wil

Percorriamo la ciclabile regionale 55 fino ad Hagenswil, dove imbocchiamo la nazionale numero 5. Le dolci colline della Turgovia sono punteggiate di alberi da frutta: ci fermiamo davanti ad un banchetto che vende mele, prugne, frutti di bosco; non c’è nessuno: lascio pochi franchi nella cassetta e prendo una vaschetta di pere. Ci sono anche i palloncini in omaggio. Mi viene da ridere a pensare che fine farebbero in Italia i soldi nella cassetta, le vaschette di frutta e i palloncini.

Le bici filano tra il verde brillante dei prati e il verde cupo dei boschi di conifere, una doppia curva in discesa farebbe la felicità di qualsiasi ciclista.

Wil ha un aspetto moderno ma racchiude al suo interno un piccolo “cuore” antico, la città vecchia. Il pernotto è in B&B a Munchwilen, a pochissimi chilometri: una casa di inizio ‘900 con il suo fascino ma non del tutto confortevole.
Wil–Winterthur

La prima colazione si presenta con un ricco assortimento di formaggi svizzeri che apprezzo moltissimo.

Lungo il corso della Töss il percorso è scorrevole e gradevole: prati, boschi, casette graziose, quando passa il treno sembra di stare dentro un plastico di modellismo ferroviario.

Winterthur ha un centro storico grande, riservato a pedoni e bici: si ammirano tanti bei scorci particolari e molti bei negozi. La ciclabilità in genere è davvero ottima e tutti usano la bici. Il pernotto in un B&B da dimenticare, pochi chilometri fuori del centro.
Winterthur–Baden

Il sole e questa dolce campagna rendono la giornata idilliaca. È domenica: il nostro percorso si popola di una folla eterogenea di gitanti di ogni età: approfittano del giorno di festa per lasciare la città in bici e godersi qualche ora in campagna o in riva al fiume.

Baden è famosa per le sue terme: il bagno in queste acque minerali caldissime è una sensazione di riposo e di oblio dal mondo. Dopo la pedalata di oggi è quello che ci voleva. L’alloggio è in ostello, pulito e ben organizzato.
Baden–Stüsslingen

Brugg ha un bel parco, molto grande, con vestigia romane. Qui una chiesa conserva le più belle vetrate dipinte della Svizzera: oggi però è lunedì, giorno di chiusura.

Da qui il percorso risale il corso dell’Aare.

La via centrale di Aarau è molto suggestiva, caratterizzata dai tetti sporgenti, decorati con i simboli delle arti e mestieri delle corporazioni medievali.

Abbiamo prenotato il pernotto presso la fattoria Gugenhof: il B&B è tutto occupato e ci hanno proposto il “Gartenhaus”, piccola dependance in giardino, non esattamente pulita; il bagno è in un container, fuori, sul prato. Il posto, forse, è anche bello ma preferiamo dimenticarlo il prima possibile.
Stüsslingen–Solothurn

Dopo la deviazione, riprendiamo il nostro percorso ad Olten: altro bel ponte in legno. Seguiamo sempre il corso dell’Aare verso monte, con diversi strappi in salita.

Solothurn ci appare davvero come la città fiabesca dai tetti dorati, come la definì Carl Spitteler. Mille finestre si affacciano sulle viuzze del centro; la cattedrale di Sant’Orso splende coi suoi marmi bianchi al sole del pomeriggio: il suo stile neoclassico smussa le linee verticali delle torri che svettano sui tetti spioventi e sugli abbaini. La via centrale è come un grande salotto: le persone si incontrano, si salutano, restano a chiacchierare ai tavolini di un caffé. Nelle vie laterali, nelle piazzette nascoste, si sente l’allegro brusio della gente e il gorgogliare della immancabile fontana.

Pernotto in hotel per ciclisti, discreto, anche se col bagno sul corridoio: spendiamo appena l’equivalente di 2 euro in più della fattoria: non c’è paragone.
Solothurn–Biel/Bienne

Ferragosto di sole. Il percorso si snoda, adesso, lungo strade che tagliano diritto per una campagna verde, punteggiata dalle macchie gialle dei girasoli, tra il corso dell’Aare e il profilo montuoso del Giura: finalmente ci godiamo la prima tappa davvero pianeggiante.

Ci fermiamo a Biel (Bienne per i francesi) dove troviamo alloggio al Lago Lodge, specie di ostello ma col bagno in camera. La tappa è stata breve, troviamo il tempo per andare alla spiaggia e fare il bagno al lago. Andiamo in centro in bici: la Altstadt, la città antica, è un pezzetto di paese medievale all’interno della città moderna.
Biel–Gampelen

Lasciamo le valli degli affluenti del Reno, che abbiamo seguito fino ad adesso ed entriamo nella regione dei laghi. La giornata uggiosa ci suggerisce di fermarci a Gampelen, dove troviamo un buon alberghetto, e fare una deviazione, in treno, per visitare Berna. Il centro è tutto raccolto nell’ansa dell’Aare, sotto i portici tanti bei negozi, sotto la torre dell’orologio un capannello di turisti per vedere il carillon che gira al tocco delle ore.

Torniamo contenti mentre il cielo va sgombrandosi dalle nubi e si colora alle ultime luci del giorno.
Gampelen–Yvonand

Deviamo dalla ciclabile numero 5 per visitare Neuchatel, affacciata sull’omonimo lago, città dai sapori un po’ mediterranei. Ci imbarchiamo, poi, per raggiungere l’altra riva del lago e riprendere il nostro percorso.

La tappa termina a Yvonand, dove troviamo alloggio nel confortevole B&B della famiglia Rebeaud, molto cordiale e ospitale. Cena al ristorantino del porto, bella luce pomeridiana, bella vista sul lago.
Yvonand–Yverdon Les Bains

La signora Rebeaud ci serve un’ottima colazione: c’è anche il croissant, qui sono francesi.

Dieci chilometri filati a 20 di media fino a Yverdon Les Bains: qui decidiamo di fermarci per fare una giornata di riposo alle terme. Una curiosità da vedere è il parco dei mehnir, questi misteriosi e inquietanti monoliti, posti qui dai tempi preistorici..
Yverdon Les Bains–Losanna

Una prima, dolce salita fino a La Sarraz, risaliamo ancora fino a Lussery; l’ultima, la più dura, porta a Gollion: qui il cartello rosso ci dice di svoltare a sinistra, in discesa! Assaporiamo la dolce sensazione di scollinare, dei muscoli e dei pensieri che si distendono. Dietro la curva si spalanca il panorama delle Alpi. Ora planiamo verso Losanna.

L’ostello è vicino al lungolago: una distesa di parchi pubblici, impianti sportivi, prati, alberi di alto fusto: facciamo una passeggiata che è un vero lusso.

L’indomani ci concediamo una giornata di riposo: nel senso che non pedaliamo, perché ci arrampichiamo, a piedi, fino alla cattedrale, bellissima, nel cuore della città vecchia.
Losanna–Ginevra

La tappa è lunga 68 chilometri con molti saliscendi, per di più piove da un cielo compatto di nuvole grigie. Per risparmiare almeno una ventina di chilometri bagnati, prendiamo il battello fino a Rolle. Qui imbocchiamo la ciclabile nazionale numero 1 (Rodano); il percorso si mantiene sempre lontano dalle rive del lago, con frequenti saliscendi. Nei paesi che si attraversano ci sono cantine e mescite di vino. Quando lo sguardo si affaccia sul lago, si intravede, là in fondo, il Jet d’Eau, l’altissimo “zampillo”, simbolo di Ginevra da oltre un secolo.

Alloggiamo nell’ostello, davvero buono.

L’ultima sensazione che ci lascia il nostro viaggio è la facilità di trasporto durante il viaggio di ritorno: l’intermodalità bici – treno – aereo funziona perfettamente, finché siamo in Svizzerax..

Abbiamo percorso circa 500 chilometri in dieci giorni più due di riposo; le tappe non sono state mai lunghe ma sempre con qualche dislivello, più o meno pronunciato. Si può percorrere lo stesso itinerario agevolmente in un paio di giorni in meno: ma perché rinunciare ad un pomeriggio alle terme o in pasticceria, a visitare l’abbazia di San Gallo o la cattedrale di Losanna, a girovagare per le strade di Solothurn?

The travel report lies on:

Mittelland Route route-05
Mittelland Route
Romanshorn–Lausanne
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